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"...nel volo ho imparato che la trascuratezza e l'eccesso di confidenza, sono di gran lunga più pericolosi dei rischi deliberatamente accettati..."
Wilbur Wright

Con l'avvento dei social network e di you-tube, anche chi da sempre e' stato estraneo al mondo del paracadutismo e degli sport "estremi" in generale, ha scoperto ormai da tempo l’esistenza del BASE Jump. Nel BASE Jump al contrario del paracadutismo, non si salta da aerei, ma da basi fisse come montagne, antenne, grattacieli, ponti e qualsivoglia struttura, con caratteristiche tali da permettere un salto. Una sorta di “paracadutismo” senza aereo! Questo ha portato il BASE Jump all'attenzione di un numero sempre maggiore di paracadutisti attratti da questa disciplina.

Prima di questo boom mediatico, i pochissimi paracadutisti che volevano avvicinarsi in maniera corretta al BASE jump, dovevano confrontarsi con una comunità ristretta e molto chiusa. Non sempre infatti i BASE Jumper sono disposti a condividere le proprie esperienze, e men che meno i luoghi per la pratica di tale attività. Sino a qualche anno fa, un aspirante BASE Jumper poteva spendere mesi prima di riuscire ad entrare nelle grazie di un mentore/istruttore valido. A quel punto avrebbe dovuto guadagnarne la fiducia, avrebbe dovuto farsi trasmettere tutta la sua esperienza e la sua conoscenza, iniziando un percorso che avrebbe richiesto molto tempo prima di veder realizzato il sogno del primo salto.

Questo tipo d'atteggiamento negli anni ha sempre fatto da filtro nei confronti del BASE Jump, limitando il numero di praticanti a persone realmente motivate e determinate ad apprendere l'arte dei lanci da basi fisse. Potremmo aprire un dibattito infinito sul giusto o sbagliato di tale atteggiamento, ma sta di fatto che ai giorni nostri il BASE Jump o almeno una parte di esso e' radicalmente mutato in qualcosa di diverso. Oggi è molto più facile avvicinarsi a questa disciplina, però così com'è più facile iniziare a praticare BASE Jump, così e' diventato più facile sottovalutarne i rischi. Il numero di praticanti negli anni e' cresciuto e con esso i sistemi di sicurezza e le informazioni a disposizione, ma ahimè anche il numero di incidenti. Il BASE Jump si è evoluto nel tempo, ma rimane pur sempre un attività potenzialmente pericolosa. Ai giorni nostri e' sin troppo facile imbattersi in pseudo "istruttori" dalle conoscenze molto limitate, che non possono fornire il giusto bagaglio informativo necessario alla pratica in sicurezza di tale attività, e che possono anzi mettere l’aspirante BASE Jumper in una condizione di falsa sicurezza, scenario questo altamente pericoloso.

Ho deciso di dar vita alla Brentobaseschool per dare a tutti i paracadutisti seriamente motivati ad apprendere l’arte del BASE Jump, la possibilità di frequentare un corso ben strutturato, che tratta tutti gli argomenti indispensabili alla pratica di tale disciplina e soprattutto tenuto da una delle persone più competenti al mondo in materia (About me). Una persona in grado di trasmettere la propria esperienza e di portarvi a quel livello di autosufficienza che ci si deve aspettare da un corso serio di BASE Jump.

Negli anni ho avuto modo di imbattermi e confrontarmi con le situazioni più disparate e quello che ho notato mio malgrado, e' che a volte si prendono con superficialità decisioni che possono avere conseguenze anche molto gravi. Ho decido di mettere a disposizione la mia esperienza maturata nel tempo anche per questo motivo. Ritengo che la preparazione di un BASE jumper debba passare attraverso un processo formativo che non lasci ombre o dubbi. Ogni argomento e salto deve essere trattato e analizzato con attenzione per far si che le basi costruite durante il corso siano solide e durature nel tempo. Solo costruendo solide basi tecniche e soprattutto mentali per affrontare questo sport si possono ottenere validi risultati. Crescendo sportivamente, divertendosi e rimanendo sempre in una finestra di rischio tollerabile.

I corsi BASE da me proposti sono strutturati con un rapporto massimo di 1 a 2 ovvero un istruttore con un massimo di due allievi. Ciò permette di creare la giusta alchimia tra chi trasmette e chi riceve le informazioni, con risultati ottimali. Il mio scopo finale e' quello di formare BASE Jumper non di far provare il BASE Jump. Penso che l’obbiettivo di ogni BASE Jumper che si rispetti, deve rimanere sempre quello di informarsi, allenarsi e tenersi aggiornato durante ogni fase della propria carriera. Sia questa della durata di una stagione, come di svariati anni. Non dobbiamo mai perdere di vista il fatto che in una disciplina relativamente giovane e particolare come il BASE Jump ogni praticante diventa automaticamente ambasciatore di tale attività e le proprie azioni possono agevolare o ledere l'intera comunità del BASE jump.

Maurizio di Palma - info@brentobaseschool.com -